I conti che non tornano nelle accuse dei pentiti al Cav.
Le nuove (presunte) rivelazioni del pentito Pietro Romeo sul rapporto tra Berlusconi e la mafia non convincono Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale e storico cronista di giudiziaria. “Non ho letto ancora gli atti, ma le due testimonianze, quella di Gaspare Spatuzza al processo Dell’Utri del prossimo 4 dicembre, assieme a quelle riportate da Repubblica su Romeo, pur avendo effetti diretti su Dell’Utri hanno un secondo ambito obiettivo: Silvio Berlusconi”.

La testimonianza di Spatuzza verrà letta sulle prime pagine dei giornali il 5 dicembre prossimo, quando a Roma si svolgerà il “No Berlusconi Day”. “E’ quanto mai singolare la cronologia fra il 4 e il 5 dicembre, se fossi berlusconiano lo farei notare”, commenta Bordin. Il direttore di Radio Radicale infine parla del concorso esterno in associazione mafiosa. “Il nostro codice prevedeva già il reato associativo slegato da altri reati, mentre gli altri codici all’estero non lo contemplano se non come una possibile aggravante. Noi abbiamo introdotto anche il concorso, chiamandolo perfino esterno. Siamo all’impalpabilità. Certi aspetti del rapporto fra mafia e politica, e lo dico io che sono un non innocentista, vanno risolti con la politica, non con il codice. Il codice serve a perseguire i reati, non i comportamenti”.